Il mare di Sicilia è ricco di tantissime specie di pesci, che vanno adeguatamente valorizzate e sfruttate da un punto di vista commerciale. In particolare la risorsa principale, su cui occorre puntare per accrescere la sostenibilità della pesca in Sicilia, è rappresentata dalle specie eccedentarie, che vivono in abbondanza nei suoi mari e non sono ancora oggetto di uno sforzo di pesca adeguato. Si calcola che attualmente nel Mediterraneo esistano circa 60 specie di interesse commerciale, ma sui banchi delle pescherie e dei supermercati ne arrivano solo una ventina.
Occorre quindi svolgere adeguate azioni promozionali per aumentare la domanda delle specie poco conosciute, che hanno importanti virtù benefiche e un rapporto qualità-prezzo molto elevato.
La Sicilia ha il primato in Italia sia per capacità che per attività di pesca: ogni anno infatti realizza circa un quarto delle catture realizzate a livello nazionale ed un terzo dei ricavi complessivi del comparto. Inoltre tra le regioni italiane, la Sicilia vanta la flotta più grande, sia in termini di unità che di tonnellaggio.
La filiera produttiva e distributiva del pesce e dei frutti di mare, è composta da numerosi operatori tra pescherecci, aziende acquacoltura, di lavorazione e trasformazione, distributori e grossisti.
Tra i prodotti di grande pregio e qualità del pescato siciliano, rientrano anche quelli derivanti dall’acquacoltura, attività che in Sicilia viene svolta secondo procedure sicure e controllate, tanto che l’isola rappresenta uno dei poli di sviluppo all’interno del panorama nazionale e mediterraneo, sia per numero di impianti che per capacità produttiva. Come per il pescato, anche il pesce di allevamento siciliano risponde a precise garanzie di freschezza, sicurezza, tracciabilità.
